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Decreto Liquidità – Fondo di garanzia PMI

Al fine di favorire la ripresa economica nazionale nel minor tempo possibile, lo scorso 6 Aprile è stato approvato dal Consiglio dei ministri, il Decreto legge 23/2020.  

L’obiettivo del Decreto Liquidità; favorire la ripartenza del sistema produttivo italiano, attrezzando misure volte a supportare imprese, artigiani e professionisti autonomi, attraverso l’erogazione di garanzie finalizzate a consentire l’accesso al credito alle imprese medio-piccole e ai professionisti che si trovino in difficoltà economiche a causa dell’emergenza da Covid-19.  

L’art.13 del decreto liquidità ha infatti potenziato le misure di sostegno per l’accesso al credito attraverso il Fondo Centrale di Garanzia PMI, già istituito dal Decreto Cura Italia

Quest’ultimo, all’art.49 (ormai abrogato) già prevedeva la possibilità, da parte dello Stato, di farsi garante – grazie, appunto al ridetto fondo – del finanziamento a favore di una determinata impresa economicamente danneggiata dall’emergenza sanitaria in atto, approntando una copertura fino all’80% dell’importo del finanziamento per i prestiti fino a 1,5 milioni, e un tetto massimo, garantito per il beneficiario, non superiore a 5 milioni.  

Il decreto Cura Italia ha esteso le garanzie pubbliche a soggetti in precedenza esclusi, quali ad esempio persone fisiche esercenti attività di impresa arti o professioni danneggiate economicamente.  

finanziamenti in favore di quest’ultimi, avrebbero dovuto avere un importo fino a 3 mila euro, garanzie gratuite e durata fino a 18 mesi.   

Il decreto Cura Italia inoltre prevedeva: 

  • La concessione di garanzie gratuite per le operazioni finanziare previste dal fondo. 
  • L’aumento dell’importo massimo garantito per impresa. Da 2,5 milioni a 5 milioni. 
  • La modifica dei criteri di valutazione per l’accesso alle garanzie del fondo. Vengono esaminati dunque gli ultimi due bilanci chiusi e approvati, o le ultime due dichiarazioni fiscali presentate. 

Con il Decreto Liquidità si ha un ulteriore rafforzamento del Fondo di Garanzia PMI: da una parte, infatti, aumenta la percentuale di copertura di garanzia diretta, che dall’ 80% arriva al 90% dell’importo erogato per le operazioni finanziarie con durata sino ai 72 mesi; dall’altra parte invece, si prevede l’estensione dell’accesso alle garanzie del fondo anche alle piccole medie imprese (fino a 499 dipendenti) e ai lavoratori autonomi

Per garantire liquidità a tali categorie, il decreto prevede l’erogazione di un importo massimo di 25.000 euro con copertura del 100%, sia in garanzia diretta che in rassicurazione, per persone fisiche esercenti attività di impresa arti o professioni che autocertifichino un danneggiamento economico a seguito dell’emergenza sanitaria.  

In quest’ultimo caso, il decreto liquidità abolisce totalmente la fase istruttoria al fine di rendere la procedura più snella e rapida, consentendo un accesso semplificato alle piccole medie imprese, le quali erano precedentemente sottoposte ad analisi e valutazioni riguardo la loro situazione finanziaria ed economica.   

Ad oggi quindi, sarà sufficiente il formale possesso dei presupposti di legge, senza dover attendere l’esito dell’istruttoria degli organi gestori del Fondo, il cui intervento sarà automatico e gratuito. 

Il finanziamento è, però, sottoposto a precisi limiti. 

1) l rimborso del capitale dovrà iniziare non prima di 24 mesi dall’erogazione, e per una durata non superiore ai 72 mesi. In secondo luogo, l’importo del finanziamento non potrà superare il 25 % del fatturato del soggetto richiedente, risultante dall’ultimo bilancio o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata. In terzo luogo, il tasso massimo di interesse applicabile è rapportato al Rendistato (rendimento medio ponderato di un paniere di titoli di Stato, pubblicato dalla Namca d’Italia), maggiorato dello 0.2%.  

Onde conseguire la massima velocità di concessione degli aiuti ex art.13 del D.L. 23/2020, ancora prima della sua approvazione in consiglio dei ministri, i, provvedimento è stato notificato alla Commissione UE per la necessaria autorizzazione in deroga alla disciplina sugli aiuti di Stato; autorizzazione peraltro, concessa, già il 13 Aprile.  

La commissione UE ha, infatti, stabilito che le misure previste dal decreto liquidità sono necessarie, adeguate e proporzionate alla situazione economica nazionale, in linea con quanto predisposto dall’Art. 107 del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. 

Per effetto di tale approvazione si è, quindi, dato il via libera a PMI e professionisti di avanzare  le relative istanze, rivolte agli intermediari finanziari, ricorrendo ad un modulo appositamente predisposto e  già pubblicato sul sito del Fondo di Garanzia. Nel caso di Piccole Medie Imprese, il modulo dovrà essere compilato dal legale rappresentante che dovrà specificare la denominazione, la ragione sociale, il codice fiscale, la data di costituzione e la sede legale.  

Nel caso di lavoratori autonomi, il professionista dovrà indicare la partita iva e la data di iscrizione. Per i soggetti costituitisi prima del 1° gennaio 2019, sarà necessario dichiarare di essere stati danneggiati dall’ attuale emergenza sanitaria, presentando l’ultimo bilancio depositato o l’ultima dichiarazione presentata. Per i soggetti costituiti in data successiva al 1° gennaio 2019, invece, è richiesta un’autocertificazione o altra documentazione idonea ad attestare i ricavi. 

Nel modulo dovrà essere specificato inoltre il codice Ateco dell’attività economica interessata dal finanziamento, e le finalità per le quali il prestito viene richiesto. 

Il beneficiario dovrà dichiarare: 

  •  di non essere destinatario di provvedimenti giudiziari di applicazione delle sanzioni di cui al D.Lgs. n. 231/2001, articolo 9, comma 2, lettera d);  
  • di non essere incorso in una delle fattispecie di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione ad una procedura di appalto o concessione, dettate dal codice dei contratti pubblici. 

Occorre, inoltre, indicare la propria classe dimensionale, prendendo in considerazione i parametri della raccomandazione della Commissione UE 2003/361, ed andranno anche specificati gli aiuti di Stato di cui si è eventualmente già beneficiato e l’amministrazione che li ha concessi. 

Il beneficiario, infine, dovrà inviare al Gestore del Fondo tutta la documentazione utile a consentire i controlli volti all’accertamento dei dati contenuti nel modulo di richiesta e dell’effettiva destinazione dell’agevolazione del Fondo e di essere a conoscenza che il soggetto richiedente, per le medesime finalità, potrà inviare al Gestore documentazione riguardante i dati andamentali dell’impresa, provenienti dalla Centrale Rischi di Banca d’Italia o da altra società privata di gestione di sistemi di informazione creditizia e dovrà, inoltre, acconsentire in ogni momento e senza limitazioni, l’effettuazione di controlli, accertamenti documentali ed ispezioni in loco presso le sedi dei medesimi stessi, da parte del Gestore del Fondo. 

Il modulo di domanda, completo di ogni indicazione, dovrà essere inviato al finanziatore, tramite mail anche NON certificata, insieme alla copia di un documento di riconoscimento in corso di validità. 

Autore: Martina Mangiapane

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