Photo by Tiomothy Swope

Art. 103 D.L. Cura Italia e Appalti – Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi

Il Ministero delle Infrastrutture interviene a chiarire le specifiche modalità applicative al settore degli appalti della sospensione di tutti i termini dei procedimenti amministrativi con propria circolare  del 23 marzo.

La norma, apparentemente piana, non impedisce, anzi invita, la P.A. all’esercizio della propria potestà, con adozione di ogni misura organizzativa idonea, dalla quale potrebbe discenderà, inevitabilmente, una modificazione della disciplina legale.

L’amministrazione potrebbe, quindi, concludere comunque, un procedimento, adottare un’ aggiudicazione, pronunciare un’esclusione o avviare segnalazioni?

La norma

Stabilisce l’art. 103 – alla rubrica (Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza).

“1. Ai fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020. Le pubbliche amministrazioni adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati. Sono prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di formazione della volontà conclusiva dell’amministrazione nelle forme del silenzio significativo previste dall’ordinamento.

2. Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”.

3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano ai termini stabiliti da specifiche disposizioni del presente decreto e dei decreti legge 23 febbraio 2020, n. 6, 2 marzo 2020, n. 9 e 8 marzo 2020, n. 11, nonché dei relativi decreti di attuazione.

4. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai pagamenti di stipendi, pensioni, retribuzioni per lavoro autonomo, emolumenti per prestazioni di lavoro o di opere, servizi e forniture a qualsiasi titolo, indennità di disoccupazione e altre indennità da ammortizzatori sociali o da prestazioni assistenziali o sociali, comunque denominate nonché di contributi, sovvenzioni e agevolazioni alle imprese comunque denominati.

5. I termini dei procedimenti disciplinari del personale delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ivi inclusi quelli del personale di cui all’articolo 3, del medesimo decreto legislativo, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, sono sospesi fino alla data del 15 aprile 2020.

6. L’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020.”

Precisa il MIT che la sospensione “dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data” per il periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 ed il 15 aprile 2020, si applica uniformemente a tutti i procedimenti amministrativi,  ad eccezione dei casi per cui lo stesso articolo 103 prevede l’esclusione, e, conseguentemente, anche alle procedure di appalto o di concessione disciplinate dal decreto legislativo 30 aprile 2016, n. 50.

“Ne deriva” – afferma il MIT – “che la previsione recata dall’articolo 103 del decreto legge n. 18/2020 risulta applicabile a tutti i termini stabiliti dalle singole disposizioni della lex specialis (esemplificativamente: termini per la presentazione delle domande di partecipazione e/o delle offerte; termini previsti dai bandi per l’effettuazione di sopralluoghi; termini concessi ai sensi dell’articolo 83, comma 9, del codice per il c.d. “soccorso istruttorio”) nonché a quelli eventualmente stabiliti dalle commissioni di gara relativamente alle loro attività.”

Gli effetti pratici

Tutti i termini delle procedure di affidamento di appalti o di concessioni, già pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, devono ritenersi sospesi per un periodo di 52 giorni (corrispondente al periodo intercorrente tra il 23 febbraio ed il 15 aprile 2020). Una volta concluso il periodo di sospensione, i termini sospesi cominciano nuovamente a decorrere.

Ciò che è una conseguenza propria dell’istituto della sospensione del termine, che per sua natura, non priva di efficacia il tempo già decorso, ma genera, nel corso del medesimo, uno iato. Il tempo già corso, quindi, si somma al tempo della sospensione, generando un nuovo termine ultimo di adempimento, ma …. Attenzione !

Due aspetti, uno manifesto ed uno dissimulato, meritano ogni più attenta considerazione.

Innanzitutto, la sospensione del termine è stata stabilita in favore del soggetto tenuto ad osservarlo (che dunque potrà beneficiare, se crede, di tale termine) ma nulla vieta che quest’ultimo possa comunque validamente porre in essere l’attività prevista entro il termine originario ovvero in un termine inferiore a quello risultante della sospensione. “In tale caso, rimane comunque ferma l’applicazione dell’articolo 103, comma 1, del decreto – legge n. 18/2020 per quanto concerne i termini relativi allo svolgimento delle attività conseguenti.”

Occorre quindi specificare, per quanto concerne le parti private coinvolte in procedure di affidamento, che essendo sospeso ogni termine generale (p.e. quello di presentazione della domanda partecipazione alle gare) od ogni termine alle stesse specificatamente concesso (p.e. termini per soccorso istruttorio, richieste di chiarimenti, formazione di giustificazioni, etcetera), esse potranno compiere, a propria discrezione, ogni adempimento nel termine finale risultante dalla sommatoria del tempo già trascorso e di quello della sospensione o anticipatamente ma l’Amministrazione non potrà che attendere, per adottare ogni successivo atto o provvedimento, lo spirare del termine ultimo della sospensione.

Ma v’è di più.

La prescrizione generale, le eccezioni processuali, le possibili deroghe alla sospensione derivanti dall’eventuale adozione di ogni misura organizzativa idonea.

L’Amministrazione, come visto, già ne testo del D.L. e quindi in atto avente valore gerarchicamente sovraordinato ed imperativo è, poi, chiamata ad “adottare ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati.”.

Si noti il tempo presente adoperato dalla norma. Non pare affatto che ci si trovi di fronte ad una prescrizione meramente programmatica (né, nell’attuale condizione, l’invito alla celerità può avere mero valore ottativo) ma ad un ordine attuale rivolto all’Amministrazione stessa.

La P.A., in sostanza, deve, fin da adesso porre in essere, tutte le misure di carattere organizzativo ed amministrativo necessarie affinché possa pervenirsi, “una volta cessato detto periodo” ad una rapida conclusione delle procedure in atto. Ma l’inciso, che rinvierebbe, per così dire, a tempi migliori viene immediatamente smentito dalla stessa Circolare che prosegue specificando che le Amministrazioni sono chiamate a valutare l’opportunità di rispettare, anche in pendenza della disposta sospensione e limitatamente alle attività di esclusiva pertinenza dell’amministrazione aggiudicatrice, i termini endoprocedimentali, finali ed esecutivi originariamente previsti, a condizione che a ciò si possa provvedere nel rispetto delle prescrizioni sulla limitazione della diffusione della pandemia e la relativa organizzazione del lavoro.

Che ne consegue? che l’Amministrazione, una volta che si sia strutturata operativamente, p.e. in smart working,   potrà, con riferimento alle attività sue proprie, comunque adottare tutte le determinazioni finali che non siano impedite dalla sospensione del termine concesso alle imprese.

Essa potrà quindi, p.e., adottare una determina di aggiudicazione, un provvedimento espulsivo, o inviare una segnalazione all’ANAC (i cui procedimenti, tuttavia, sono entro certi limiti, sospesi).

Occorre rammentare, infatti, che ai sensi delle disposizioni di cui all’art. 3, comma 1 del D.L. 8 marzo 2020 n. 11, i termini per proporre ricorso al T.A.R. avverso i provvedimenti definitivi – ivi inclusi tutti quelli che definiscano una procedura di aggiudicazione – sono sospesi non in termini generalissimi, ma in applicazione della disciplina processuale sulla sospensione feriale e, dunque, a) la sospensione dei termini dall’8 al 22 marzo non si applica per i procedimenti cautelari; b) si applica invece a tutti gli altri procedimenti soggetti a trattazione camerale o in pubblica udienza.

La circolare del MIT è consultabile al seguente LINK.

Autore: Fulvio Ingaglio La Vecchia

Ultimi articoli