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Decreto Cura Italia e mutui prima casa: sospensione del pagamento tramite il “fondo di solidarietà”

Il c.d decreto Cura Italia consente la sospensione del pagamento dei mutui tramite accesso al “fondo di solidarietà mutui prima casa”.
L’accesso è stato, prima (provvedimento del 2 marzo), esteso anche ai lavoratori dipendenti che non hanno perso il lavoro ma hanno subito la sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni; quindi  (provvedimento del 17 marzo), l’accesso al fondo è stato ulteriormente esteso per 9 mesi anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che a causa delle misure restrittive hanno avuto un calo del fatturato di almeno il 33% dopo il 21 febbraio del 2020.
Il fondo vale solo per la prima casa e si applica ai mutui di importo inferiore a 250.000,00.
Condizioni ulteriori: che il mutuo sia in ammortamento da almeno un anno e le rate siano state pagate regolarmente o con un ritardo di pagamenti non superiore a 3 mensilità.
Il Fondo prevede la sospensione delle rate. Al termine di essa,  i pagamenti ripartiranno dal punto in cui erano rimasti. La durata del mutuo si allungherà del tempo della sospensione.

Come ottenere l’accesso al fondo

E’ necessario  presentare domanda al proprio istituto di credito tramite apposito modello disponibile sul sito ufficiale istituzionale del dipartimento del tesoro e Consap S.p.A.
Il Fondo, di fatto, ripaga all’Istituto di Credito il tasso di interessa applicato con esclusione della componente di spread.  
La sospensione può essere richiesta per due volte e fino ad un totale di 18 mesi.

Se la domanda viene accettata dall’Istituto di credito, il Fondo si attiva per pagare il 50% degli interessi compensativi maturati nel periodo di sospensione, mentre il restante 50% resta a carico del mutuatario (il cittadino o il libero professionista), il quale, successivamente, riprenderà a pagare il debito residuo dovuto alla data di presentazione della domanda. 
Il piano di ammortamento del mutuo sarà allungato per il recupero dei mesi di sospensione e di fatto il valore degli interessi risulterà più alto, poichè durante il periodo di sospensione continueranno a maturare interessi, pur dimezzati grazie all’intervento pubblico. 
Dunque, la sospensione temporanea del mutuo, se da una parte concede “respiro”, dall’altra fa aumentare il costo complessivo degli interessi, e, per quanto questi siano ormai estremamente bassi, ci si troverà comunque di fronte ad una maggiorazione dei costi, che risulteranno tanto più alti quanto più alto sia il capitale ancora da rimborsare (ciò che, in assoluto, vale per i mutui di recente stipula). 
Tuttavia, il meccanismo della sospensione potrebbe risultare oneroso anche per i mutui più vecchi, nell’ipotesi in cui il capitale residuo risulti relativamente basso ma gli interessi applicati fossero superiori rispetto a quelli applicati oggi. E’ pur vero che il decreto prevede che il periodo di sospensione vengano applicati “interessi compensativi” riparametrati ai tassi Euris (mutui a tasso fisso) o Euribor (mutui a tasso variabile) vigenti e dunque non a quelli fissati al momento della stipula del mutuo ed essendo i primi sostanzialmente nulli e i secondi negativi il costo teorico sarebbe quasi impercettibile, ma non dimentichiamo che a questi tassi va aggiunto, come già detto, lo spread bancario, che potrebbe far crescere l’esborso a carico del mutuatario.

Si attendono chiarimenti da parte del Governo per sapere se questi maggiori interessi saranno da pagare subito dopo la fine della sospensione o gradualmente nel corso dell’ammortamento o se alla fine, con una o più maxi rate. 

Autore: Sabrina Di Paola

ATTENZIONE: Per info e richieste di sospensione di mutui e finanziamenti lo studio ha attivato un apposito servizio. Clicca per accedere.

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