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La svolta di SIAE: al lavoro per lo sviluppo di un sistema basato su blockchain

Circa un mese fa la SIAE ha annunciato lo sviluppo di un «un nuovo ecosistema “open” per la gestione dei diritti d’autore basato sulla piattaforma blockchain».

La Società Italiana Autori ed Editori ha infatti stipulato un accordo di collaborazione con Algorand, società impegnata nella ricerca e sviluppo di tecnologia per agevolare le transazioni finanziarie.

La caratteristica della tecnologia utilizzata da Algorand è quella di utilizzare un protocollo proof-of-stake (PoS) puro, il quale comporterebbe enormi benefici sia in termini di sicurezza sia in termini di efficienza nella gestione delle transazioni.

In altre parole, per rendere più chiari i benefici di tale tecnologia, si può immaginare un futuro in cui si instauri una connessione diretta fra i sistemi di utilizzazione finale dell’utente (ad es. Spotity, Apple music, Amazon music, Google, etc.) e la quantificazione dei diritti nei confronti degli autori. Sistema che permetterebbe una più equa (ed effettiva) ripartizione delle somme, commisurata all’effettivo ascolto dei brani.

Si tratta di un passaggio molto importante da parte della principale collecting society italiana verso un percorso di modernizzazione che guarda, se non al breve, al medio e lungo periodo.

La scelta di SIAE è giustificata dalla volontà di anticipare il cambiamento e non lasciarsi sommergere dalle novità in atto, così come è avvenuto per grandi società quali Kodak (che non prese il treno del passaggio dalla pellicola al digitale) o Nokia e Blackberry (travolti dall’era degli smarthphone).

Le tecnologie blockchain appaiono sempre più come una delle soluzioni atte a contemperare, da una parte, quelle esigenze di sicurezza richieste da qualunque transazione economica, dall’altra, la correttezza della quantificazione dei diritti spettanti ai rispettivi titolari (spesso requisito non perfettamente soddisfatto dai meccanismi di campionamento).

L’obbiettivo di SIAE, per sua stessa ammissione, è quello di diventare la «Coinbase del diritto d’autore», ossia il soggetto intermediario fra la soluzione tecnica di raccolta delle royalties e gli autori. Ciò per una ragione tecnica molto semplice: per evitare abusi, è necessario – anche nei sistemi blockchain – che un determinato contenuto creativo sia riconducibile all’effettivo autore. SIAE (ma in generale qualunque collecting society) avrebbe, a questo punto, il ruolo – attraverso sistemi di hash-fingerprint – di certificare proprio la paternità di tale contenuto.

Appare evidente che affinché un sistema siffatto risponda a suddetti parametri di efficienza i sistemi di blockchain non potranno essere di tipo locale, ma dovranno avere portata globale. Diversamente si rischierebbe di non offrire all’utilizzatore finale del servizio, ossia l’autore, quelle garanzia di copertura totale che invece, soprattutto per coloro che lavorano a livello internazionale, sono fondamentali.

Tale ragione spiega ancora meglio la partnership instaurata di SIAE: fare la scelta tecnologica corretta sarà infatti essenziale per saltare sul treno in corsa ed evitare il rischio di divenire la Kodak del diritto d’autore.

Autore: Marco Barone

Fonti:

https://www.siae.it/it/iniziative-e-news/diritto-dautore-siae-con-algorand-una-gestione-più-efficiente-grazie-alla

https://www.dday.it/redazione/33444/siae-progetto-blockchain-diritto-autore.amp

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